Suggerimenti per ridurre lo stress: cosa dice Gesù riguardo al riposo?
I libri di auto-aiuto non riescono quasi più a stare sullo scaffale. Le collezioni di podcast sono infinite. Le riviste ne sono piene, e ci sono una miriade di coach che vogliono aiutarti. Con cosa? La ricerca della pace. Un tema popolare in questi tempi frenetici e pieni di stress. Quindi chi è l'allenatore di riposo definitivo? La risposta potrebbe sorprenderti: Gesù! Perché Gesù? Cosa ha da dire Gesù sul riposo? Beh, in realtà abbastanza tanto.
Gesù parla del riposo
La vita di Gesù è molto impegnativa. Ha sempre persone intorno a lui. Spesso persone con aspettative altissime, sempre controcorrente. Deve essere stato estenuante. Eppure Gesù persevera. Cosa dice Gesù del riposo? Qual è il suo "segreto"?
Premendo il pulsante di pausa
Chi pensa che Gesù fosse sempre “acceso”, sempre disponibile e continuamente immerso nell’attività, si sbaglia. Gesù sapeva fermarsi.
Nei Vangeli lo vediamo allontanarsi dalla folla, cercare luoghi tranquilli, pregare in solitudine, interrompere il ritmo delle richieste e ritagliarsi momenti di silenzio. In altre parole, sapeva premere il pulsante di pausa.
E proprio osservando il suo modo di vivere possiamo scoprire qualcosa di sorprendentemente attuale: indicazioni preziose per affrontare lo stress, rallentare e ritrovare un equilibrio più profondo.
Consigli per liberarti dallo stress
1. Trascorri del tempo da solo
2. Circondati di buoni amici
3. Chiedi aiuto
4. Esprimi il tuo pensiero
5. Non lasciare che gli altri dominino le tue emozioni
6. Non concentrarti sulle regole
7. Va bene dire 'no'
8. Non perderti nei dettagli
9. Vivi la tua passione
10. Dedicare regolarmente del tempo a Dio
1. Trascorri del tempo da solo
Gesù cercava regolarmente momenti di solitudine. Sapeva quanto fosse importante avere del tempo lontano dalla folla, dalle richieste e dalle aspettative degli altri.
Prima ancora di iniziare il suo ministero pubblico, trascorse quaranta giorni nel deserto, in un tempo di solitudine, prova e comunione con Dio. E nei Vangeli leggiamo più volte che si ritirava in luoghi appartati per pregare.
Alcuni esempi:
Gesù cercava il silenzio fin dal mattino presto. Prima che la giornata cominciasse e le persone lo raggiungessero, si alzava e si ritirava in un luogo solitario per pregare.
Anche quando tutti lo cercavano, sapeva allontanarsi. Le folle volevano ascoltarlo, seguirlo e vedere i suoi miracoli. Gesù, però, cercava anche momenti di quiete, talvolta attraversando il lago per raggiungere luoghi più appartati. Non sempre riusciva a rimanere solo: spesso la folla lo precedeva.
Poco prima del suo arresto, Gesù si ritirò ancora una volta per pregare. Nel Getsemani si allontanò dai discepoli, chiedendo loro di vegliare con lui. Era uno dei momenti più difficili della sua vita, e proprio allora cercò il silenzio e la presenza del Padre.
Gesù non viveva la solitudine come fuga dagli altri, ma come uno spazio necessario per ritrovare forza, lucidità e comunione con Dio.
2. Circondati di buoni amici
Gesù aveva un buon gruppo di amici intorno a lui. Ha sempre persone intorno a lui con cui può parlare, che lo aiutano e si prendono cura di lui. Persone che condividono la stessa missione.
Esempio:
Gesù chiede alle persone di intraprendere un viaggio con lui.
3. Chiedi aiuto
Gesù non cerca di fare tutto da solo. Quando ha bisogno di aiuto, coinvolge gli altri e affida loro dei compiti. Che si tratti di preparare un pasto, trovare un luogo dove fermarsi o organizzare uno spostamento, non esita a chiedere collaborazione ai suoi amici.
È un dettaglio importante: Gesù non vive come se dovesse controllare ogni cosa personalmente.
Sa delegare, sa fidarsi, sa lasciare spazio agli altri. Anche questo è un modo per alleggerire il peso della vita: riconoscere che non dobbiamo fare tutto da soli.
Esempio:
4. Esprimi il tuo pensiero
Gesù parla con chiarezza. Non evita le questioni difficili e non nasconde ciò che pensa quando qualcosa lo ferisce, lo indigna o gli appare ingiusto. Sa essere diretto, mettere le persone davanti alle proprie responsabilità e pronunciare parole anche molto forti.
Ma la sua franchezza non nasce dal bisogno di imporsi. Gesù parla per fare verità, per scuotere le coscienze, per aiutare le persone a guardarsi dentro. Anche questo può insegnarci qualcosa: esprimere ciò che sentiamo e pensiamo con sincerità, senza aggressività, ma senza nemmeno lasciare che tutto rimanga dentro di noi.
Molti genitori vogliono che i loro figli incontrino Gesù. I suoi amici non gradiscono e mandano via i bambini. Ma Gesù è molto chiaro in ciò che vuole. Lasciate che i bambini vengano a me.
"Quanto siete ipocriti!" Gesù a volte lo dice direttamente alla gente. Come qui quando continuano a insistere sul fatto che è importante rispettare la legge.
Ancora una volta, chiama i leader religiosi ipocriti. Chiedono un segno miracoloso per essere sicuri che stia dicendo la verità. Gesù non ci casca.
5. Non lasciare che gli altri dominino le tue emozioni
Gesù incontra spesso persone che cercano di metterlo alla prova. Alcuni interlocutori, compresi alcuni leader religiosi, gli pongono domande insidiose, cercano di coglierlo in fallo o di trascinarlo in discussioni costruite apposta per metterlo in difficoltà.
Gesù, però, non si lascia intrappolare. Comprende spesso ciò che si nasconde dietro una domanda, riconosce le intenzioni dell’altro e non permette che la provocazione decida il tono della conversazione.
A volte risponde con un’altra domanda. Altre volte va direttamente al cuore del problema. E in certi momenti sceglie persino di non rispondere. Anche questo è un insegnamento prezioso: non ogni provocazione merita la nostra energia, e non ogni discussione merita di essere combattuta.
Esempio:
I leader religiosi spesso fanno a Gesù domande difficili, come per esempio sul divorzio. Sperano che lui parlerà contro la legge e così accusarlo di essere un falso profeta.
Gli fecero, per esempio, una domanda tranello sul pagamento delle tasse, in questo modo i leader sperano di attirare Gesù in un tranello, infatti se lui avesse detto che non è necessario pagare le tasse, potevano portarlo in tribunale. Ma ahimè... Gesù non ci è cascato.
Un altro insegnamento importante riguarda il modo in cui guardiamo gli altri. Gesù invita a non vivere continuamente concentrati sugli errori altrui e a non trasformare il giudizio in un’abitudine. Condannare, rimuginare, alimentare rabbia e risentimento può consumare una quantità enorme di energie.
Possiamo diventare così assorbiti da ciò che un’altra persona ha fatto di sbagliato da perdere di vista noi stessi: le nostre reazioni, le nostre responsabilità, ciò che sta accadendo dentro di noi.
Questo non significa ignorare l’ingiustizia o fingere che il male non esista. Significa non permettere che il comportamento degli altri occupi tutto il nostro spazio interiore. A volte ritrovare pace comincia proprio da qui: smettere di vivere prigionieri di ciò che fanno gli altri e tornare a custodire il proprio cuore.
6. Non concentrarti sulle regole
Prima che tu possa fraintendere, Gesù non è uno che ti incita a rompere tutte le regole. Ma Gesù è uno che non è limitato dalle regole. Guarda oltre il testo scritto. Guarda al bene dell'umanità. Non impone regole solo per il gusto di avere regole... Le regole devono avere un significato.
Esempio:
Per gli ebrei il sabato, lo Shabbat, è un giorno santo dedicato al riposo e a Dio. La Legge vieta il lavoro ordinario, ma nel corso del tempo si svilupparono interpretazioni molto dettagliate su ciò che fosse o non fosse consentito fare.
Un giorno Gesù cammina attraverso un campo di grano. È sabato e i suoi discepoli raccolsero delle spighe per mangiarne i chicchi. Alcuni farisei li criticarono immediatamente: secondo la loro interpretazione, quel gesto equivale a compiere un lavoro proibito durante lo Shabbat.
Gesù risponde con una frase diventata celebre:
“Il sabato è stato fatto per l’uomo, e non l’uomo per il sabato.”
Il principio è sorprendentemente liberante. Il riposo non dovrebbe diventare un altro peso da portare, una regola capace di schiacciare chi dovrebbe beneficiarne.
Il sabato nasce come dono: uno spazio nel quale fermarsi, respirare, ritrovare Dio, se stessi e gli altri.
Anche il riposo, dunque, non è tempo sottratto alla vita. È parte della vita.
7. Va bene dire 'no'
Gesù sa anche dire “no”.
Molte persone lo cercano, vogliono ascoltarlo, incontrarlo, chiedergli aiuto o assistere ai suoi miracoli. Eppure Gesù non risponde automaticamente a ogni richiesta e non permette che siano sempre gli altri a decidere il ritmo delle sue giornate.
A volte si ferma, altre volte riparte. In alcuni momenti sceglie di andare altrove, anche quando qualcuno vorrebbe trattenerlo. Gesù sembra avere una chiara consapevolezza di ciò che deve fare e non si lascia governare continuamente dalle aspettative degli altri.
Anche questo è un insegnamento importante: dire sempre “sì” non significa necessariamente amare di più. A volte, per custodire ciò che conta davvero, è necessario riconoscere i propri limiti, stabilire delle priorità e avere il coraggio di dire anche “no”.
Esempi:
Un amico di Gesù è malato. I suoi amici continuano a chiedere quando verrà, ma lui non corre subito dal suo amico. Aspetta. Troppo. Lazzaro muore. Ma Gesù ha un piano diverso. Vuole fare un miracolo molto più grande. Risuscita Lazzaro.
Quando le persone scoprono che Gesù può fare miracoli, si mettono in fila. Tutti quelli che sono malati vogliono essere guariti. Ma Gesù non guarisce tutti quelli che incrocia. Ad esempio, quando arriva alla sorgente di Bethesda. Una particolare fonte d'acqua che la gente credeva avesse poteri curativi. Il luogo è pieno di malati. Eppure Gesù guarisce solo una persona e non tutti.
8. Non perderti nei dettagli
Gesù mantiene sempre una visione completa. Guarda oltre il singolo momento. Oltre quel singolo commento o quella singola persona. Non vive nella paura perché guarda avanti.
Esempio:
L'esempio ultimo è la tempesta sul lago. Sta tempestando e la barca su cui lui e gli amici si trovano è quasi naufragata. I suoi amici gridano. E Gesù? Lui sta dormendo. Parlando di Gesù e del riposo... Questo è molto pacifico davvero. Ma ora non pensate che stia abbandonando i suoi amici. No, al contrario, vuole insegnare loro che una tempesta passa. Questo è solo un momento. E che è proprio nella tempesta che Lui è molto vicino. Quindi non dobbiamo avere paura.
9. Vivi la tua passione
La missione di Gesù è, naturalmente, qualcosa di unico e non può essere semplicemente paragonata ai nostri progetti o ai nostri obiettivi personali. Eppure, nel suo modo di vivere, c’è un principio che possiamo riconoscere: Gesù sapeva per che cosa stava vivendo.
Era profondamente consapevole della propria missione e non la misurava in termini di successo, prestigio o vantaggio personale. Non cercava di accumulare ricchezza né di costruire consenso intorno a sé. Il centro della sua vita era un altro: annunciare il Regno di Dio, riconciliare le persone con Dio, offrire perdono, guarigione e una possibilità di vita nuova.
Questa consapevolezza gli permetteva di scegliere ciò che contava davvero e di rinunciare a ciò che avrebbe potuto allontanarlo dalla sua missione.
Un esempio particolarmente intenso si trova nelle ultime ore della sua vita.
Nel Getsemani Gesù vive un momento di profonda angoscia. Davanti alla sofferenza e alla morte che lo attendono, prega il Padre chiedendo, se possibile, che quel calice passi da lui. Ma aggiunge: “Non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu.”
Gesù non affronta la sofferenza con freddezza o fatalismo. La sente in tutta la sua durezza. Eppure, proprio nel momento della paura, rimane fedele alla sua missione e affida se stesso a Dio.
Avere chiaro ciò per cui viviamo non elimina le difficoltà. Ma può aiutarci a non perdere la direzione quando arrivano.
10. Dedicare regolarmente del tempo a Dio
L’ultimo consiglio è, in realtà, il più importante di tutti. Forse avrebbe dovuto essere il primo. Ma lo abbiamo lasciato alla fine perché, in qualche modo, racchiude tutti gli altri.
Gesù cercava il silenzio, sapeva fermarsi, dire di no, chiedere aiuto, scegliere le proprie priorità e non lasciarsi trascinare continuamente dalle aspettative degli altri. Ma tutto questo nasceva da una sorgente più profonda: il suo rapporto con Dio. Le sue scelte, le sue parole, le persone che accoglieva, il modo in cui affrontava la fatica, l’opposizione e perfino la paura erano radicati nella comunione con il Padre. Per Gesù il riposo non era soltanto interrompere l’attività. Era ritrovare il centro.
Ed è forse questa la lezione più importante anche per noi: la vera pace non nasce semplicemente dal fare meno cose, ma dal sapere dove tornare quando la vita diventa troppo rumorosa. Uno dei modi più semplici per coltivare questo spazio interiore è aprire la Bibbia, leggere lentamente, fermarsi su una parola e lasciare che diventi preghiera. Se non sai da dove cominciare, puoi scegliere uno dei nostri piani di lettura.
Un buon punto di partenza è Salmo 1: camminare con Dio.
Perché, alla fine, il riposo più profondo non consiste soltanto nel fermarsi. Consiste nel sapere presso chi fermarsi.
Gesù non è un maestro 'Zen'
Questi consigli non vogliono ridurre Gesù a una sorta di maestro “zen” o trasformare il Vangelo in un manuale per vivere senza stress. Il messaggio di Gesù non è: cerca soprattutto il benessere, evita le difficoltà, proteggiti da ogni fatica. La sua vita dimostra esattamente il contrario. Gesù conosce l’opposizione, il rifiuto, la stanchezza, l’angoscia. Affronta la tempesta, non la evita.
La chiave, però, è nel suo rapporto con Dio. È lì che Gesù trova la pace necessaria per continuare, la forza per non lasciarsi travolgere dalle pressioni, il coraggio di rimanere fedele alla propria missione anche quando il prezzo diventa altissimo.
Per questo il riposo, nella prospettiva di Gesù, non significa semplicemente stare meglio. Significa ritrovare il centro, affidarsi a Dio e ricevere da lui la forza per attraversare anche ciò che non possiamo evitare. Più leggiamo i Vangeli, più scopriamo che Gesù e il riposo hanno molto più in comune di quanto potremmo immaginare.
Se stai cercando pace ma fai fatica a trovarla, puoi anche arlarne con i nostri e-coach e fare le tue domande o condividi la tua storia.