• IT
    • AR Arabic
    • CS Czech
    • DE German
    • EN English
    • ES Spanish
    • FA Farsi
    • FR French
    • HI Hindi
    • HI English (India)
    • HU Hungarian
    • HY Armenian
    • ID Bahasa
    • IT Italian
    • JA Japanese
    • KO Korean
    • MG Malagasy
    • MM Burmese
    • NL Dutch
    • NL Flemish
    • NO Norwegian
    • PT Portuguese
    • RO Romanian
    • RU Russian
    • SV Swedish
    • TA Tamil
    • TH Thai
    • TL Tagalog
    • TL Taglish
    • TR Turkish
    • UK Ukrainian
    • UR Urdu
    • VI Vietnamese
Feste

Sabato Santo: Cosa succede il Sabato Santo?

Il Sabato Santo tutto tace. Le campane non suonano, la musica si spegne, le chiese rimangono immerse nel silenzio. È il giorno sospeso tra la croce e la Pasqua, tra la morte e la risurrezione.

Gesù è morto. I discepoli sono smarriti. Le speranze sembrano essersi infrante davanti a una tomba chiusa.

Che cosa possiamo dire di fronte alla morte terribile di Gesù? Forse, prima delle parole, questo è il momento del silenzio. Il momento di fermarsi davanti alla croce e cercare di comprenderne il mistero.

Cos'è il Sabato Santo?

Durante il Sabato Santo ci fermiamo a contemplare il tempo sospeso tra la morte e la risurrezione di Gesù. Il giorno prima, il Venerdì Santo, Gesù è morto sulla croce. Il giorno dopo sarà Pasqua, il giorno della vita che vince la morte.

Ma oggi siamo nel mezzo. In uno spazio vuoto, segnato dall’attesa e dal silenzio.

Il Sabato Santo è il giorno della riflessione. Il giorno in cui ci confrontiamo con la tristezza, la disperazione e la solitudine. Con quei momenti in cui tutto sembra finito e ancora non riusciamo a intravedere ciò che sta per nascere.

Cosa è successo prima del Sabato Santo?

Un breve passo indietro. Insieme a un gruppo di dodici uomini, chiamati apostoli o discepoli, Gesù percorre le strade della Galilea e della Giudea. Per circa tre anni insegna, compie miracoli e racconta parabole che sorprendono e provocano. Non teme di mettere in discussione i leader religiosi del suo tempo. Le sue parole sull’amore, sull’umiltà, sul perdono e sulla vicinanza di Dio sono radicali.

In quegli anni la terra d’Israele è sotto il dominio di Roma. Da secoli le Scritture alimentano nel popolo la speranza di un Messia, un inviato di Dio capace di portare salvezza e liberazione. Molti cominciano a domandarsi: potrebbe essere Gesù?

Pochi giorni prima della sua morte, Gesù entra a Gerusalemme accolto dalla folla con entusiasmo. È la Domenica delle Palme. Ma intorno a lui cresce anche l’opposizione di alcuni leader religiosi, preoccupati per la sua predicazione e per il seguito che sta raccogliendo.

È il tempo della Pasqua ebraica, la grande festa che ricorda la liberazione d’Israele dalla schiavitù in Egitto. Anche Gesù la celebra. Il Giovedì Santo condivide l’ultima cena con i suoi discepoli. Poco dopo, uno di loro, Giuda, lo tradisce.

Gesù viene arrestato, interrogato e consegnato all’autorità romana. Viene flagellato e infine condannato alla crocifissione.

È il Venerdì Santo. Fuori dalle mura di Gerusalemme, Gesù muore su una croce.

Qual è la storia del Sabato Santo?

In realtà, del Sabato Santo sappiamo molto poco. I Vangeli non raccontano quasi nulla di ciò che accadde in quelle ore. Era sabato, lo Shabbat, il giorno del riposo per gli Ebrei. Gesù era stato deposto nel sepolcro e tutto sembrava essersi fermato.

I suoi amici e i suoi discepoli non ci hanno lasciato un racconto di ciò che fecero quel giorno. Possiamo soltanto immaginare ciò che provarono.

Maria, sua madre. I discepoli. Le donne che lo avevano seguito. Che cosa attraversava il loro cuore? Dolore, smarrimento, delusione? Forse anche rabbia. Certamente paura.

Avevano creduto in Gesù, lo avevano seguito e amato. Ora lui non c’era più. E davanti a loro sembrava esserci soltanto il silenzio.

Sorvegliando

Eppure, proprio in quel silenzio accade qualcosa di sorprendente. Secondo il Vangelo di Matteo, alcuni capi religiosi si recano da Ponzio Pilato, il governatore romano che aveva autorizzato la condanna di Gesù. Ricordano che Gesù aveva annunciato che, dopo tre giorni, sarebbe risorto.

Temono allora che i suoi discepoli possano rubarne il corpo e poi dichiarare che è tornato in vita. Per questo chiedono che il sepolcro venga sorvegliato. Pilato concede loro di mettere in sicurezza la tomba, che viene sigillata e custodita. È un particolare raccontato soltanto nel Vangelo di Matteo. Puoi leggerlo in Matteo 27:62-66.

Ma c’è una domanda che rimane sospesa: i discepoli ricordavano anche loro le parole di Gesù sulla risurrezione? Erano ancora capaci di aggrapparsi a quella promessa? Forse, in quelle ore, la speranza era ancora lì. Piccola, fragile, quasi soffocata dal dolore. Oppure tutto sembrava definitivamente perduto. Il Sabato Santo è anche questo: il silenzio di chi non vede ancora la luce, mentre la Pasqua è ormai vicina.

 

Quando è il Sabato Santo?

l Sabato Santo cade, naturalmente, sempre di sabato, ma la sua data cambia ogni anno perché dipende dalla data della Pasqua. È infatti il giorno che precede la Domenica di Pasqua.

Questa collocazione nasce dal racconto evangelico della morte di Gesù, avvenuta nel periodo della Pasqua ebraica, una delle feste più importanti del calendario di Israele e ancora oggi celebrata dagli ebrei.

Per questo il Sabato Santo rimane ogni anno quel giorno particolare sospeso tra il Venerdì della croce e la Domenica della risurrezione.

Come posso celebrare il Sabato Santo?

La risposta può sembrare molto semplice: restare in silenzio.

Ricordi l’ultima volta in cui sei stato davvero in silenzio? Senza telefono, senza notifiche, senza musica, senza Netflix. Solo tu, i tuoi pensieri e quello che porti dentro.

Il Sabato Santo invita proprio a questo: fermarsi. Fare spazio. Lasciare per un momento il rumore fuori e ascoltare ciò che accade dentro di noi.

Prenditi del tempo, durante il Sabato Santo per rimanere completamente in silenzio. Metti in pausa, per un istante e lascia spazio alla riflessione. Pensa alle seguenti domande:

  • Cosa spero?

  • Cosa mi rende triste?

  • Quale ruolo gioca Gesù nella mia speranza e nel mio dolore?

I servizi religiosi del Sabato Santo sono molto sobri. Il contenuto varia per ogni chiesa, ma tutti i servizi sono modesti. Niente decorazioni e musica. Neanche le campane della chiesa suonano. Vivano un momento di silenzio insieme.

Fermarsi?

Perché i cristiani dovrebbero soffermarsi sulla morte di Gesù, se sono convinti che egli tornerà in vita? Allora potresti anche saltare questo giorno e festeggiare semplicemente la Pasqua? Ma è bene non andare avanti troppo velocemente. Gesù aveva combattuto, sofferto un dolore immenso e infine era morto. La tristezza e la perdita per i suoi amici e la sua famiglia erano reali.

Hai mai vissuto una vera perdita nella tua vita? La perdita può essere travolgente. In questo giorno c'è ampio spazio per essere tristi. E forse riconosci anche che se hai vissuto una vera tristezza, vivi anche i momenti di gioia più intensamente. Oggi c'è tristezza, ma domani ci sarà gioia. Il Sabato Santo è in realtà una sorta di calma prima della tempesta.