Vorrei, ma… - Mosè – può davvero finire bene? 7
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Quante volte pensi: “Mi piacerebbe, ma io non ne sono capace…”? Mi crederesti se ti dicessi che succede anche a me?
Ormai ho fatto molti tour, sono salita tante volte su un palco e non mi agito più come una volta. Ma quando, all’inizio dell’anno, Dio mi ha detto: “Déborah, voglio che tu prenoti quella grande sala a Colonia e organizzi lì una conferenza di un’intera giornata”, mi è venuto quasi da capogiro. “Come faccio? Come può funzionare? È troppo grande… Serve davvero un’altra conferenza? Perché proprio questa?”
Mentre ti racconto tutto questo mi viene quasi da sorridere. Perché il punto non è ciò che voglio io. Il punto è ciò che vuole Dio. Mentre noi pensiamo: “Come potrà mai funzionare?” Dio pensa: “Lo vedrai.”
E mentre te lo dico mi vengono i brividi: a Dio è sempre importato liberare le persone dalla loro prigionia. È successo con Mosè, che ha guidato gli Israeliti fuori dall’Egitto, e può succedere anche attraverso una conferenza, un incontro, una parola, un gesto. Dio vuole liberare persone dalla depressione, dal dolore, dalle lacrime, dalle ferite. E vuole farlo anche attraverso di te!
Perché allora, così spesso, ci mettiamo di traverso con i nostri dubbi? È curioso, vero? Perfino dopo che Dio gli aveva parlato DIRETTAMENTE, Mosè continuava a dubitare: “Ah, Signore, io non sono mai stato un buon oratore. E nemmeno ora che tu mi parli è cambiato qualcosa…” (Esodo 4:10)
Sì, a distanza di secoli pensiamo ancora le stesse cose. E Dio continua a rispondere a te e a me con le stesse parole che oggi voglio lasciarti nel cuore: “Non sono forse io, il Signore, ad aver dato una bocca all’uomo? Non posso forse renderlo muto o sordo, vedente o cieco? Va’ dunque! Io sarò con te!” (Esodo 4:11-12)
Io andrò, perché voglio vedere Dio all’opera!
E tu?
Quando tu pensi “Come farò?”, Dio pensa “Lo vedrai”.