Serve forse una barriera?
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Qualche tempo fa stavo per fare la mia solita passeggiata quando, lungo il percorso, ho trovato delle grandi transenne. Non era mai successo prima. Da lontano vedevo operai e giardinieri al lavoro: stavano sistemando il sentiero, ripulendolo, rendendolo più bello.
A dire il vero, quel tratto non mi era mai piaciuto molto. Era spoglio, freddo, un po’ anonimo. Funzionava, certo: serviva per camminare, per muovere le gambe, per arrivare da un punto all’altro. Ma non c’era nulla che facesse venire voglia di fermarsi a guardarlo.
Mentre osservavo quei lavori, mi sono chiesta come fosse il mio cuore in quel momento.
Forse anche il cuore può diventare così: funzionale, ma trascurato. Continua a battere, continua a portarci avanti, continua ad affrontare giornate, responsabilità e relazioni, ma dentro può essersi accumulato di tutto. Stanchezza, amarezza, parole non perdonate, giudizi, lamentele, ferite mai affrontate davvero.
Paolo scrive: “Prego che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori e che voi siate radicati e fondati nell’amore” (Efesini 3:17).
Questa frase mi colpisce ogni volta. Dire che Cristo abita nel nostro cuore non è un modo di dire. È una realtà spirituale. E se Gesù abita lì, allora il cuore non è un luogo qualunque. È la casa del Re.
Eppure, se penso al mio, devo ammettere che a volte non è proprio un luogo accogliente. Ci trova pensieri duri, insofferenza, delusioni, parole che non gli assomigliano. Nonostante questo, Lui non se ne va. Continua a voler abitare in noi, continua a lavorare, continua a trasformare.
Forse arriva un momento in cui bisogna mettere delle “transenne” intorno al cuore. Non per chiuderlo agli altri, ma per fermarsi e dire: “Qui sono necessari dei lavori”.
Serve tempo per ripulire, per lasciare andare ciò che ha appesantito l’anima, per chiedere perdono, per guarire, per tornare a mettere l’amore al centro. Non tutto si sistema in un giorno, ma ogni cambiamento comincia quando decidiamo di non ignorare più ciò che abbiamo dentro.
E sai qual è la cosa bella? Quando Dio lavora nel cuore, cominciano a fiorire cose nuove. Torna la pace. Torna la dolcezza. Torna la capacità di vedere gli altri con più misericordia.
Se lo desideri, puoi pregare così:
“Signore, desidero che Cristo abiti pienamente nel mio cuore. Mostrami ciò che ha bisogno di essere ripulito, guarito e trasformato. Radica la mia vita nell’amore e rendi il mio cuore un luogo in cui Tu possa sentirti a casa. Amen.”
Il cuore fiorisce quando lasciamo che Dio se ne prenda cura.