Quella cosa che può cambiare tutto
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“Devi soltanto fidarti di Dio”.
Quante volte hai sentito questa frase? E quante volte hai pensato: “Sì, vorrei... ma non è così semplice”. Ti capisco. Anch’io vorrei che la fiducia avesse un interruttore: lo premi e improvvisamente paura, dubbi e preoccupazioni scompaiono. Ma la fede non funziona così. Ci sono momenti in cui dobbiamo scegliere di fidarci proprio mentre dentro di noi continuiamo ad avere paura.
La storia di Giosafat mi ha insegnato qualcosa a questo proposito. Il giorno della battaglia era arrivato. Tre eserciti stavano avanzando contro Giuda e, umanamente parlando, c’erano ben poche ragioni per essere tranquilli. Eppure Giosafat disse al popolo: “Abbiate fede nel Signore, vostro Dio, e sarete saldi” (2 Cronache 20:20). Poi fece qualcosa di sorprendente. Dopo essersi consultato con il popolo, mise davanti all’esercito dei cantori che avanzavano lodando Dio: “Celebrate il Signore, perché la sua bontà dura in eterno!” (2 Cronache 20:21).
Prova a immaginare la scena. Davanti c’è un esercito nemico. La battaglia deve ancora cominciare. Non c’è ancora nessuna vittoria da festeggiare. Eppure loro cantano. È questo particolare che mi colpisce: non lodano Dio perché hanno già visto la vittoria; lo lodano mentre ancora non sanno che cosa accadrà.
Il racconto continua dicendo che, mentre cominciavano i canti di lode, il Signore intervenne e gli eserciti nemici finirono per combattersi tra loro (2 Cronache 20:22-23). Giosafat e il suo popolo scoprirono così che Dio aveva preparato una strada che loro non avrebbero mai potuto immaginare.
Forse è proprio qui che la lode diventa qualcosa di molto più profondo di una canzone. Lodare Dio significa ricordare chi è Lui mentre tutto intorno a noi cerca di convincerci che il problema sia più grande di Lui.
Lo confesso: anche per me, che sono una cantante, non è sempre spontaneo lodare Dio. Soprattutto quando sono preoccupata, delusa o stanca. In quei momenti la lode può diventare una scelta. Non serve a negare quello che sto vivendo, ma a impedire che ciò che sto vivendo diventi l’unica cosa che riesco a vedere. Forse oggi anche tu hai una battaglia davanti. Non devi fingere di non avere paura. Puoi semplicemente cominciare da qui: ricordare a te stesso chi è Dio. Prima ancora di sapere come finirà la tua battaglia, puoi dire insieme a Giosafat: “Celebrate il Signore, perché la sua bontà dura in eterno!” (2 Cronache 20:21).
A volte la situazione non cambia immediatamente. Ma mentre rivolgi nuovamente lo sguardo verso Dio, qualcosa comincia a cambiare dentro di te: la paura non occupa più tutto lo spazio e la fiducia può tornare a respirare.
Lodare Dio significa ricordare chi è, anche nella battaglia