Quando devi lasciare andare un sogno… - Mosè – può davvero finire bene? 4
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Hai la sensazione di dover lasciare andare uno dei tuoi sogni? Forse addirittura di dovervi rinunciare? Può essere il desiderio di avere un figlio che aspetti da tanto tempo. Oppure hai fallito per la seconda volta l’esame della patente e sei sul punto di mollare. O forse, semplicemente, immaginavi per te una vita molto diversa da quella che stai vivendo oggi. Non conosciamo tutti i dettagli, ma posso immaginare quanto la madre di Mosè avesse atteso con gioia la nascita del suo bambino. E poi arrivò un ordine terribile: “Gettate nel Nilo ogni maschio che nascerà agli Ebrei; lasciate vivere soltanto le femmine.” (Esodo 1:22)
Non riesco a non immaginarla mentre spera fino all’ultimo: “Ti prego, fa’ che sia una bambina… fa’ che sia una bambina. Altrimenti mio figlio sarà condannato a morte ancora prima di poter vivere davvero.” E invece nacque un maschio. A quel punto avrebbe potuto pensare: “È finita.” Ma non lo fece. Quando non poté più nasconderlo, cercò comunque una strada: “Prese un canestro di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo.” (Esodo 2:3)
Se vuoi, rileggi tutta questa storia, perché è davvero straordinaria. Quel piccolo canestro finì nelle mani della figlia del faraone. Lei ebbe compassione del bambino, quella compassione che suo padre non aveva mostrato. Cercò una nutrice e, in modo incredibile, Mosè tornò proprio tra le braccia di sua madre. Lei poté ancora allattarlo, prendersi cura di lui e accompagnarne i primi anni di vita.
Ma c’è di più. La madre di Mosè avrebbe potuto opporsi a ciò che stava accadendo. Avrebbe potuto dire: “No, è mio figlio. Non posso lasciarlo andare.” E così avrebbe forse ostacolato ciò che Dio stava preparando attraverso Mosè per tutto il popolo d’Israele. Avrebbe potuto anche perdere una benedizione personale, perché la figlia del faraone le disse: “Prendi questo bambino, allattalo per me e io ti darò il tuo salario.” (Esodo 2:9) Che storia incredibile|: ciò che sembrava perduto non era affatto uscito dalle mani di Dio. Per questo oggi vorrei lasciarti due domande.
La prima: che cosa sei disposto a fare per continuare a dare vita a un sogno che sembra esserti stato tolto? Il mio consiglio è questo: non dichiararlo morto troppo presto. Continua a custodirlo davanti a Dio. Continua a parlarne con fede. Continua a fare, per quanto ti è possibile, piccoli passi nella sua direzione.
La seconda domanda è forse ancora più difficile: sei disposto ad accettare che, per un tempo, il tuo sogno sia nelle mani di qualcun altro? Il sogno della madre di Mosè, a un certo punto, sembrava essere nelle mani della figlia del faraone. Il tuo sogno oggi potrebbe dipendere da una decisione, da una persona, da una situazione che non puoi controllare.
Ma c’è qualcosa che non cambia: il tuo sogno è ancora nelle mani di Dio. E nelle mani di Dio può tornare a vivere persino ciò che gli altri hanno già dichiarato morto.
Dio può ridare vita a ciò che sembrava perduto