Preghi aspettandoti davvero qualcosa da Dio?
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Qualche volta mi sono chiesta perché, davanti ai problemi degli altri, ci venga così naturale cercare una spiegazione, dare un consiglio o suggerire una soluzione, è così poco naturale dire semplicemente: “Preghiamo insieme”.
Forse ti è capitato. Un amico ti racconta una situazione difficile. Una persona cara riceve una diagnosi preoccupante. Qualcuno ti confida di sentirsi stanco, scoraggiato, senza sapere come andare avanti. Noi ascoltiamo, cerchiamo le parole giuste, proviamo a incoraggiare. Tutte cose buone. Eppure, spesso, la preghiera arriva per ultima. A volte non arriva affatto.
Credo che una delle ragioni sia molto semplice: abbiamo paura di sperare troppo. Ci sembra più prudente non aspettarci nulla di particolare, per non rimanere delusi. Così finiamo per pregare quasi con cautela. Non lo diciamo apertamente, ma dentro di noi pensiamo: “Sì, preghiamo... però probabilmente non cambierà nulla”.
La lettera di Giacomo, invece, parla della preghiera con una semplicità disarmante. Invita i credenti a pregare gli uni per gli altri come se fosse la cosa più naturale del mondo. Non perché abbiano tutte le risposte, ma perché sanno a chi si stanno rivolgendo. La nostra responsabilità, infatti, non è guarire, risolvere o sistemare le cose. La nostra responsabilità è portarle davanti a Lui.
Ripensando alla mia vita, mi vengono in mente persone che hanno attraversato prove molto dure. Alcune hanno visto arrivare la risposta che aspettavano. Altre no. Eppure, guardando quei percorsi, ho imparato che Dio non è rimasto assente. Ho visto persone ricevere una pace che non riuscivano a spiegare, trovare una forza che non pensavano di avere, attraversare momenti difficilissimi senza perdere completamente la speranza. E chi ha vissuto queste esperienze sa che non si tratta semplicemente di forza di volontà.
Forse è proprio questo il punto. Quando preghiamo non stiamo cercando di convincere Dio a fare qualcosa. Stiamo riconoscendo che abbiamo bisogno di Lui e che, da soli, non bastiamo. Perciò, la prossima volta che qualcuno ti dirà: “Non so come uscirne” oppure “Sto passando un momento difficile”, non sentirti obbligato a trovare subito la risposta perfetta. Forse puoi semplicemente dire: “Vuoi che preghiamo insieme?”.
Potrà sembrare poco. Eppure, molto spesso, è proprio da lì che Dio comincia a operare.