Non c'è niente che tu debba aggiungere a ciò che Cristo ha già compiuto!
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Una delle verità più liberanti del Vangelo è questa: la nostra relazione con Dio non si fonda su ciò che riusciamo a fare noi, ma su ciò che Gesù ha fatto per noi.
Nell'Antico Testamento il popolo era chiamato a osservare la Legge. I comandamenti erano santi e buoni, ma mettevano anche in evidenza un limite profondo: nessun essere umano è capace, con le proprie forze, di vivere perfettamente secondo la volontà di Dio.
Per questo il Nuovo Patto è una notizia così straordinaria.
Nella lettera agli Ebrei Dio dice: “Questo è il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni... Io metterò le mie leggi nelle loro menti e le scriverò sui loro cuori... avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati” (Ebrei 8:10,12).
Mi colpisce un particolare: è Dio il protagonista. È Lui che dice: “Io metterò... Io scriverò... Io avrò misericordia...”. Tutto il testo mette in risalto la sua iniziativa.
Questo non significa che la nostra risposta non sia importante. Significa però che la salvezza non nasce dai nostri sforzi, ma dalla grazia di Dio. È Cristo che, sulla croce, ha compiuto ciò che noi non avremmo mai potuto compiere da soli.
Per questo la vita cristiana non è una continua rincorsa per meritare l'amore di Dio. È imparare a vivere ogni giorno nella gratitudine per un amore che ci è stato donato.
Forse oggi hai bisogno proprio di ricordarlo. Non devi conquistare il favore di Dio. In Cristo lo hai già ricevuto.
E allora viene spontaneo unirsi alle parole dell'apostolo Paolo: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.” (Romani 11:36).