Lascialo marinare
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Se c'è una cosa che facciamo fatica ad accettare è l'attesa. Quando preghiamo per qualcosa che ci sta a cuore, vorremmo vedere una risposta subito. Vorremmo capire, sapere, vedere una porta aprirsi. Invece passano i giorni, le settimane e, a volte, persino gli anni. E la domanda arriva puntuale: “Signore, stai davvero ascoltando?”. (Leggi Luca 18:1-8)
Mi viene in mente una riflessione dello scrittore cristiano Dutch Sheets. Diceva che una delle cause più frequenti delle nostre sconfitte è la mancanza di perseveranza, soprattutto nella preghiera. Facciamo fatica ad aspettare. Vorremmo vedere subito una risposta, mentre Dio spesso lavora con la calma di chi sa che le cose migliori hanno bisogno di tempo, hanno bisogno di una “marinatura”.
Forse è per questo che Gesù raccontò ai suoi discepoli la parabola della vedova insistente. Luca ci dice che lo fece per insegnare loro a pregare sempre e a non scoraggiarsi. Credo che uno dei momenti più difficili della fede sia proprio quello in cui continui a pregare senza vedere ancora una risposta. Quando sembra che nulla si muova. Quando sei tentato di pensare che sia inutile continuare.
Eppure, guardando indietro, mi accorgo che molte delle cose che Dio ha fatto nella mia vita hanno richiesto più tempo di quanto avrei voluto. Sul momento non capivo. Avrei preferito una risposta immediata. Solo dopo ho compreso che Dio non era rimasto in silenzio: stava lavorando in profondità, in modi che io non riuscivo ancora a vedere.
Forse oggi stai aspettando qualcosa anche tu. Una risposta. Una svolta. Una guarigione. Una porta che si apra.
Non so quando arriverà ciò che stai aspettando. Ma so che l'attesa non significa che Dio si sia dimenticato di te. Perciò non smettere di pregare. Non smettere di sperare. Continua ad affidargli quello che porti nel cuore. A volte ciò che Dio sta preparando ha semplicemente bisogno di più tempo per maturare.