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Data di pubblicazione 16 ago 2026

Immagina questo…

Data di pubblicazione 16 ago 2026

Audio per uomini

Audio per donne

Ci pensavo proprio in questi giorni: ci sono cose che, col tempo, smettiamo quasi di vedere. Non perché non siano importanti, ma perché diventano abituali. Entrano nella nostra quotidianità e finiscono sullo sfondo, come succede con certi paesaggi che abbiamo davanti ogni giorno e che non guardiamo più davvero.

Pensa a quando prepari una cena per qualcuno. Magari torni stanco dal lavoro, ma trovi comunque il tempo di cucinare, sistemare la casa, creare un’atmosfera bella. Gli ospiti stanno bene, chiacchierano, ridono, poi salutano e se ne vanno. E solo dopo ti accorgi che nessuno ha detto grazie. Non è questione di orgoglio. È solo che il ringraziamento fa sentire visto l’amore che c’era dietro quel gesto. Oppure quando fai qualcosa per una persona a cui vuoi bene. La aiuti, le dedichi tempo, energie, presenza. E quasi senza volerlo, tutto viene dato per scontato.

Mentre riflettevo su queste cose mi sono chiesta quante volte, senza accorgercene, facciamo lo stesso anche con Dio. Ci abituiamo facilmente ai doni ricevuti. Alla salute finché c’è. Alla casa. Alle persone accanto a noi.

Preghiamo tanto quando ci manca qualcosa, quando siamo in difficoltà, quando abbiamo paura. E Dio ci ascolta, ci sostiene, apre strade, consola il cuore. Poi però, piano piano, ciò che avevamo chiesto diventa “normale” e il grazie si affievolisce. Forse succede perché guardiamo sempre un po’ più in là. C’è sempre qualcuno che ha una casa più bella, più soldi, più successo, una vita apparentemente migliore. E così rischiamo di perdere la capacità di riconoscere il bene che già ci circonda.

Eppure, Dio continua ad avere pazienza con noi. Questa è una delle cose che mi commuove di più. Non si stanca facilmente della nostra distrazione, delle nostre dimenticanze, del nostro cuore incostante.

A volte penso: immagina se Dio reagisse come facciamo noi. Immagina di arrivare davanti a Lui con una preghiera sincera e sentirti dire: “Adesso non posso, ho altro da fare e poi per me non è così importante.”

E invece Dio non è così. Continua ad ascoltare. Continua ad accogliere. Continua a restare vicino anche quando noi ci ricordiamo di Lui solo nei momenti difficili. Forse è per questo che Paolo scrive: “Siate riconoscenti in ogni cosa” (1 Tessalonicesi 5:18). Non perché tutto nella vita sia facile o perfetto, ma perché la gratitudine ci riporta alla realtà. Ci fa accorgere che, anche nei giorni complicati, ci sono ancora tracce della bontà di Dio sparse ovunque.

Forse oggi non servono grandi parole. Forse basta fermarsi un momento e tornare a vedere ciò che, nella fretta di ogni giorno, finisce sullo sfondo senza che ce ne accorgiamo davvero. E magari, quasi in silenzio, senza sforzo, il cuore ricomincerà lentamente a sussurrare: “Ti ringrazio, Signore.”

Invece io, come sempre ti dico:

Grazie di esistere!

Déborah Rosenkranz
Autore

Autore, cantante e compositore... e semplicemente qualcuno per cui TU conti profondamente!