Ed è proprio adesso che dovresti amare
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Qualche tempo fa sono stata invitata a una festa di compleanno alla quale tenevo molto. Ero contenta di esserci, ma fin dai primi momenti ho percepito un’atmosfera strana, come se su quella giornata ci fosse una nube difficile da spiegare.
Le conversazioni tornavano continuamente sulle delusioni. Qualcuno raccontava quanto fosse stato ferito nella vita. Un’altra persona diceva di non voler più avere nulla a che fare con i cristiani, per tutto ciò che aveva vissuto. Poco più in là, invece, qualcuno alzava il dito e ammoniva: “Dovresti tornare in chiesa. Continuando a vivere così, non andrai mai in cielo”.
A un certo punto fui criticata anch’io, proprio perché non stavo intervenendo con la stessa durezza. “Déborah, dovresti dire chiaramente che certi comportamenti non vanno bene”.
Ed era vero: alcune cose che stavano accadendo non erano giuste. Non volevo fingere il contrario. Per questo, mentre ascoltavo, pregavo in silenzio e chiedevo allo Spirito Santo di mostrarmi come comportarmi.
La risposta che sentii nel cuore, però, fu molto diversa da quella che altri mi stavano suggerendo: “Continua semplicemente ad amarli tutti”.
Mi tornarono alla mente queste parole: “Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi, se qualcuno ha motivo di lamentarsi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore” (Colossesi 3:13-14).
Ripensando a quella giornata, mi sono resa conto che nessuno aveva davvero ragione. Non chi giudicava con durezza, ma nemmeno chi, ferito dalla chiesa o da altri credenti, riversava sugli altri tutta la propria amarezza. Da parti opposte, stavano parlando cuori feriti.
Gesù disse: “Dall’abbondanza del cuore la bocca parla” (Matteo 12:34). Quando una delusione rimane dentro di noi senza essere affrontata, prima o poi finisce per riversarsi su qualcuno. A volte attraverso il giudizio, altre volte attraverso il cinismo, la rabbia o il rifiuto.
Forse la domanda da farci oggi non è soltanto da quale parte ci saremmo schierati, ma che cosa avremmo portato in quella stanza. Altro giudizio? Altra durezza? Oppure uno sguardo capace di vedere, dietro comportamenti sbagliati, persone ferite che hanno ancora bisogno di grazia?
Amare non significa approvare tutto. Significa però non ridurre una persona al suo errore e non dimenticare che anche noi viviamo ogni giorno del perdono di Dio.
Forse è proprio nei momenti in cui sarebbe più facile criticare, condannare o allontanarsi che l’amore diventa davvero necessario.
Prima di giudicare, prova ad amare.