Dio ama anche “quelle” persone?
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Ti sei mai fermato a pensare a quanto siamo diversi gli uni dagli altri? Diversi nel carattere, nell’educazione, nella cultura, nel modo di parlare, di reagire e perfino di vivere la fede. A volte questa varietà ci affascina. Altre volte, invece, ci mette seriamente alla prova.
Capita di incontrare qualcuno che ragiona in modo lontanissimo dal nostro e di pensare: “Ma come fa a vedere le cose così?”. Oppure ci irritiamo perché una persona non reagisce come vorremmo, non usa le parole che useremmo noi e non segue il percorso che riteniamo più giusto.
Eppure la Bibbia ci ricorda che, al di là di tutte le differenze, l’umanità ha una radice comune. Nel libro degli Atti leggiamo che Dio “ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra” (Atti 17:25-26).
Queste parole non significano che ogni idea, scelta o convinzione sia automaticamente giusta agli occhi di Dio. Significano però che ogni persona porta la dignità di una creatura voluta da Lui. Prima di essere straniero o familiare, credente o non credente, vicino o lontano dalle nostre convinzioni, chi abbiamo davanti è una persona che Dio conosce e ama.
Forse è proprio questo che dimentichiamo quando ci lasciamo trascinare dal giudizio. Ci concentriamo così tanto su ciò che ci divide da non vedere più l’essere umano che abbiamo davanti.
E non è facile lasciare che gli altri siano diversi da noi. Vorremmo correggere subito, convincere, riportare tutti entro i confini che ci fanno sentire al sicuro. Ma Gesù ci richiama a qualcosa di più profondo: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:39).
Amare non significa approvare ogni comportamento o rinunciare alla verità. Significa però rifiutarsi di umiliare, disprezzare o ridurre una persona alle sue idee, ai suoi errori o alle sue scelte.
Quando critichiamo continuamente chi è diverso, finiamo per alimentare proprio ciò che distrugge le relazioni: sospetto, ostilità, durezza. E spesso, convinti di difendere la verità, perdiamo l’amore con cui quella verità dovrebbe essere vissuta.
Gesù arrivò perfino a dire: “Amate i vostri nemici” (Matteo 5:44). Se siamo chiamati ad amare chi ci è ostile, quanto più dovremmo imparare ad amare chi semplicemente non ci somiglia.
Perché quando scegliamo di amare chi è diverso, non indeboliamo la verità. Mostriamo il volto di Cristo.
L’amore non cancella le differenze, ma impedisce che diventino muri.