Dai una possibilità a ciò che non conosci
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“Avevamo ormai perso molto tempo” (Atti 27:9)
C’è un momento, in cui guardi indietro e ti sembra che il tempo ti sia scivolato tra le mani. Come sabbia. Come vento contrario. Dici a te stesso: “Ho perso anni…”, e dentro si insinua una sottile amarezza.
Anche la nave di Paolo avanzava così: lentamente, quasi controvoglia, trattenuta da venti ostili. Avevano una meta chiara, eppure non riuscivano a raggiungerla. Finché non furono costretti a fermarsi in un luogo dal nome inatteso, quasi ironico: Buon Porto. Un nome che promette riposo ma che non convince.
Quel porto non era familiare, non era previsto, non era adatto, almeno secondo i loro criteri. E così decisero di ripartire. Preferirono ciò che conoscevano, anche se più rischioso, a ciò che Dio aveva preparato, solo perché era diverso.
E forse anche tu ti trovi lì. In un “porto” che non avevi scelto. In un momento diverso e in luogo non famigliare.
Eppure… se Dio ti ha condotto fin lì, non è un errore, ma c’è una sicurezza che non coincide con ciò che ti è familiare.
Forse il tempo che pensi di aver perso è solo tempo che non hai ancora compreso. Tempo che, nelle mani di Dio, non si dissolve ma si trasforma. Perché quando accetti di sostare anche nell’inedito, scopri che Dio ti stava aspettando proprio lì. E che non stavi perdendo tempo… stavi imparando a ritrovarlo.